Heinrich Wegmann – Catadores Do Mundo

Mostra Fotografica

Sabato, 27. agosto 2011, ore 12.00 – 22.00, scuola
Domenica, 28. agosto 2011, ore 10.00 – 20.30, scuola
…al programma


Da lontano sembra un nido di formiche, da vicino sono uomini e animali che brulicano sulla discarica, una collina di rifiuti come una gigantesca carcassa dove volteggiano instancabili, un enorme stormo di uccelli urubú.
Il popolo del “lixão” si muove in modo constante, giorno e notte, in un vortice che non ha tregua. Arrivano i camion, ribaltano il loro carico d’immondizie e i sacchi sono presi d’assalto dai raccoglitori: sventrati, rimestati e depredati di tutto ciò che può essere recuperabile. Ai loro occhi, tutto è riutilizzabile e nulla è terminato o definitivo, riescono a resuscitare cose che sembrano definitivamente inutilizzabili.

Questi sono i catadores del lixão, l’immondezzaio di João Pessoa, città del nordest brasiliano. Lì lavorano circa 800 persone di cui 140 sono bambini minori di 14 anni, che spesso lavorano solo di notte per eludere i controlli degli ispettori dell’Ufficio della Sanità o quelli della Tutela dei Minori.
Il lixão è un mondo a sé, sembra isolato dal resto della città. Ha un’area grande quanto quattro, cinque campi di calcio. I gas che si sprigionano dalla fermentazione delle materie organiche trovano sfogo a margine del cumulo di rifiuti e perciò ci sono perenni lingue di fuoco sui quattro lati. Da qualunque direzione arrivi il vento, il fumo dilaga. Tante volte la cortina è così spessa da far illividire il sole e dare un aspetto spettrale alle sagome dei raccoglitori e degli animali che frugano le immondizie.

João Pessoa è soltanto una delle città del Brasile in cui un esercito di catadores si adopera alla raccolta di materiali di riciclo. Quest’attività però, non è regolamentata in nessun modo e i lavoratori, che vivono al limite della sopportazione, subiscono lo sfruttamento dei compratori dei materiali.
Si lavorano tanto riescono a guadagnare attorno di 70 Reais la settimana, l’equivalente a 20 Euro. Per cercare di risolvere questo problema, hanno fondato l’Associazione Astramare (Associação dos Trabalhadores de material Reciclável). Con questo progetto, si toglierebbe 20 – 30 persone dall’immondezzaio, ma il problema maggiore è il finanziamento per la creazione di una struttura organizzativa.
Attualmente il costo di vendita dei materiali che trovano variano ma sono bassi e i prezzi al chilo della plastica, bachelite, carta, gomma, vetro, metalli, alluminio e rame, vanno da 50 centesimi (0,14 €) a 1 Real (0,28 €).

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